Altamura : molto più di una pagnotta di pane

Oggi vi porto nella mia città, una città dove le tradizioni sono vive e si ha voglia di portarle avanti, una città ricca di storia ma anche di modernità, una città dove gioventù e senilità si amalgamano senza stonare mai. Questa è Altamura, famosa per il pane ma che ha molto altro da offrire.

Foto di Maurizio Capola

Una cittadina che ogni giorno ha un profumo diverso, ma il suo odore inconfondibile è quello del pane. Sempre presente sulle nostre tavole ma anche nei nostri piatti, infatti molte ricette prevedono l’utilizzo del pane come ingrediente. Tra i piatti più famosi troviamo il pancotto e la cialledda, sia calda che fredda, entrambi prevedono l’utilizzo di pane raffermo cotto o bagnato con acqua a seconda della ricetta.

“Pane di Altamura” foto di Maurizio Capola

Nelle case altamurane l’olio d’oliva è alla base di ogni ricetta. Qui l’olio non si compra dal supermercato ma direttamente dai frantoi, per aver la sicurezza che l’olio sia buono, naturale e non trattato.

Se penso ad Altamura e ad un giorno settimanale mi viene in mente la domenica. Già dalle prime ore del mattino le nonne iniziano a preparare la pasta fatta in casa, la domanda che si pongono è orecchiettecapunti pasta al forno? Una cosa è certa, a prescindere dal tipo di pasta, per condire questi primi ci vuole il ragù di carne. In tarda mattinata le pasticcerie si riempiono e vassoi di dolci freschi sfilano per le strade. Tra i dolci più famosi ci sono le tette delle monache, piccolo e soffice pan di spagna farcito con crema, che verranno gustate come dessert a fine pasto. Ed ecco il momento più importante, il pranzo, le famiglie si riuniscono, le strade si svuotano, in sottofondo chiacchiere e risate ed un profumo inconfondibile di carne arrosto.

Tette delle monache del Daman Cafè

Purtroppo non è sempre domenica e durante la settimana ci si mantiene un po’, si fa per dire. Il menù si colora di verde, si degusta “La Murgia”. Questo territorio a cui apparteniamo, offre tantissimi prodotti che provengono direttamente dalla terra. Tra i più famosi cime di rapa, finocchietto selvatico, asparagi, occhipinti e cicorie selvatiche. Da non dimenticare anche i lambascioni, buonissimi fritti, ed i cardoncelli, perfetti con capunti e salsiccia.

Rileggo l’articolo e mi rendo conto che mancano i piatti più importanti, quelli che vengono attesi con ansia durante tutto l’anno, quelli più buoni perchè sanno di festività. Si avvicina il Natale e ad anticipare questa festa ci pensa il pasticcio, focaccia di pasta di pane farcito con spunzale (cipolle lunghe), olive e baccalà. Nel frattempo il Natale è arrivato e se penso a questa festività mi vengono in mente le pettole, frittelle di pasta di pane, e alle cartellate con vincotto, dolci realizzati con una pasta stesa sottilmente e poi fritta. Tra Natale e Pasqua c’è San Giuseppe, patrono della città, quando si gustano le mie amate zeppole. Siamo subito a Pasqua, festa ricca di riti e tradizioni ad Altamura, ed l’agnello diventa il protagonista. Ad accompagnare il classico agnello con le patate, i gnumridd (involtini di interiora e budelline) e U cutturidd (agnello lessato con erbe aromatiche o finocchietto selvatico).

“Pettole” foto di Discovering Altamura

Gli altamurani sono veri mangiatori di carne, e se vieni nella nostra città non potrai non assaggiare la famosa Pecora alla r’zzaul, carne di pecora che viene cotta lentamente in brodo e in contenitori di terracotta con aromi e verdure selvatiche.

Terminiamo i nostri pranzi con un amaro, il Padre Peppe. Il liquore viene prodotto mettendo in infusione i frutti verdi dell’albero delle noci che secondo la tradizione si raccolgono nel mese di giugno e messi in infusione nell’alcool, con aggiunta di erbe della murgia, spezie, noce moscata,cannella, chiodi di garofano. C’è gente che lo prepara in casa ed altri che lo acquistano dalla pasticceria Striccoli nel corso principale.

Foto di Maurizio Capola

Questo è il racconto della mia città e di quello che fa parte della mia vita. Chi è nato qui non riesce ad andarsene senza malinconia e un po’ di dolore nel cuore. Questa è la leonessa, questa è Altamura.

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